Agosto 25, 2026

Customer Journey AI: come l’AI Search sta cambiando il percorso d’acquisto

Customer Journey AI come l’AI Search sta cambiando il percorso d’acquisto

L’AI Search sta cambiando il customer journey e il modo in cui utenti, aziende e professionisti scoprono, valutano e scelgono prodotti e servizi.

Con strumenti come Google AI Overviews, AI Mode, ChatGPT, Gemini e Perplexity, una parte sempre più importante della ricerca può avvenire direttamente all’interno di risposte generate dall’intelligenza artificiale.

L’utente non deve necessariamente passare dalla SERP a un sito per iniziare a valutare un brand. Può ottenere una sintesi, confrontare alternative, verificare informazioni e individuare possibili fornitori direttamente attraverso l’AI.

Questo significa che il percorso d’acquisto non è più soltanto:

Ricerca → SERP → Click → Sito → Conversione

Ma può diventare:

Prompt → AI Search → Discovery → Consideration → Verification → Website → Conversion

È questa trasformazione a rendere sempre più importante il concetto di Customer Journey AI.

Che cos’è il Customer Journey AI

Il Customer Journey AI è il percorso decisionale nel quale sistemi di intelligenza artificiale e motori di ricerca generativi partecipano alla scoperta, valutazione, confronto e selezione di brand, prodotti o servizi.

Nel customer journey tradizionale, il motore di ricerca indirizza l’utente verso una pagina web.

Nel Customer Journey AI, il sistema può svolgere una parte del lavoro cognitivo che precedentemente veniva svolto direttamente dall’utente.

L’AI può:

  • interpretare la necessità dell’utente;
  • recuperare informazioni da diverse fonti;
  • sintetizzare contenuti;
  • confrontare alternative;
  • identificare brand rilevanti;
  • fornire raccomandazioni;
  • citare fonti;
  • suggerire approfondimenti;
  • indirizzare l’utente verso un sito.

Il percorso diventa quindi meno lineare e più distribuito tra diverse superfici digitali.

Da Google Search all’AI Search: cosa cambia nel customer journey

Per comprendere la trasformazione è utile partire dal modello tradizionale.

Per molti anni il percorso digitale è stato rappresentato così:

Query → SERP → Click → Website → Consideration → Conversion

L’utente formulava una ricerca su Google, analizzava i risultati, visitava alcuni siti, confrontava le alternative e prendeva una decisione.

Con l’introduzione delle Google AI Overviews e di Google AI Mode, insieme alla diffusione degli assistenti AI, una parte di questo processo può essere anticipata direttamente nella fase di ricerca.

Il percorso può diventare:

Query → AI Overview / AI Mode → sintesi → fonti → confronto → brand search → Website → Conversion

Oppure:

Prompt → ChatGPT → Brand discovery → Google → Website → Conversion

Oppure ancora:

AI Search → Website → Email → Conversion

Il customer journey diventa quindi multi-surface, multi-touchpoint e non lineare.

Google AI Overviews anticipano la fase di valutazione

Le AI Overviews rappresentano un passaggio particolarmente significativo perché inseriscono una risposta generata dall'AI direttamente all'interno dell'esperienza di ricerca Google.

Questo modifica il rapporto tra:

query → SERP → clic

L'utente può infatti ottenere una sintesi iniziale della risposta prima di decidere quale risultato approfondire.

La fase di discovery può quindi iniziare prima del clic.

In una ricerca commerciale, per esempio, un utente potrebbe ricevere una panoramica di:

  • soluzioni disponibili;
  • caratteristiche dei prodotti;
  • aziende rilevanti;
  • differenze tra alternative;
  • fonti di approfondimento.

La SERP non è più quindi soltanto una lista di risultati.

Diventa sempre più un ambiente nel quale l'AI può interpretare la domanda e costruire una prima risposta.

AI Mode porta ancora più avanti questa trasformazione

Con AI Mode il comportamento di ricerca può diventare ancora più conversazionale.

L'utente può partire da una domanda generale e successivamente approfondire:

domanda iniziale → approfondimento → confronto → ulteriore domanda → scelta

Il percorso non dipende più necessariamente da una singola query.

L'utente può costruire una vera conversazione con il sistema AI.

Questo ha una conseguenza importante per il marketing:

l'intento dell'utente può evolvere durante la sessione di ricerca.

Una persona può iniziare con un intento informativo e arrivare progressivamente a un intento commerciale o transazionale.

Per esempio:

Cos'è la GEO?

Come funziona la GEO?

Come si misura la AI Visibility?

Quali agenzie GEO ci sono in Italia?

Quale agenzia GEO è più adatta a una PMI?

La ricerca diventa quindi un percorso dinamico.

L'AI entra nel customer journey prima del clic

Questo è uno degli aspetti più importanti dell'AI Search.

Un utente può chiedere a un sistema AI quali aziende operano in un determinato settore, quali software utilizzare, quali fornitori confrontare o quali soluzioni adottare.

L'AI può elaborare la richiesta e presentare una selezione di alternative.

In questo momento il brand può entrare nel percorso decisionale dell'utente senza generare alcun clic.

Immaginiamo una ricerca relativa alla Generative Engine Optimization.

L'utente potrebbe chiedere:

Quali sono le migliori agenzie GEO in Italia?

Il sistema AI potrebbe:

  1. identificare diversi operatori;
  2. descrivere i relativi servizi;
  3. confrontare competenze e posizionamento;
  4. indicare differenze;
  5. citare alcune fonti;
  6. suggerire quali realtà approfondire.

Il potenziale cliente ha quindi già effettuato una prima fase di ricerca di mercato prima di arrivare sul sito.

Questo significa che una parte della brand discovery si è spostata dalla SERP all'interfaccia AI.

Dalla SERP al nuovo AI Consideration Set

Nel marketing esiste il concetto di consideration set, cioè l'insieme dei brand che un potenziale cliente prende in considerazione durante il processo decisionale.

L'AI Search introduce una dinamica particolarmente interessante.

Quando un utente chiede a un sistema AI quali aziende, prodotti o servizi valutare, il modello può costruire una selezione di alternative.

Possiamo definire questo insieme AI Consideration Set.

È l'insieme dei brand che l'intelligenza artificiale presenta come rilevanti rispetto a una determinata esigenza.

Questo cambia anche il significato di competizione digitale.

La competizione non riguarda soltanto la posizione occupata nella SERP.

Riguarda anche la possibilità di entrare nel set di alternative che l'AI presenta all'utente.

Un brand può quindi perdere un'opportunità commerciale non soltanto perché non compare nei primi risultati di Google, ma perché non viene considerato nella risposta generata dall'AI.

Il problema dell'AI Dark Funnel

Uno dei principali problemi del Customer Journey AI riguarda la misurazione.

Immaginiamo questo percorso:

ChatGPT → brand discovery → nessun clic → Google → branded search → sito → lead

L'utente scopre il brand attraverso ChatGPT.

Non clicca sulla fonte.

Qualche giorno dopo cerca il nome dell'azienda su Google e visita il sito.

In GA4, quella visita può essere attribuita alla ricerca organica.

Il sistema analytics può quindi registrare:

Organic Search → Conversion

mentre il percorso reale è:

AI → Brand Search → Website → Conversion

La prima parte del percorso rimane invisibile.

Questa è una delle dinamiche che possiamo ricondurre al concetto di AI Dark Funnel.

L'AI ha influenzato il processo decisionale, ma il touchpoint iniziale non viene necessariamente registrato dagli strumenti di attribuzione tradizionali.

Perché l'AI Visibility diventa parte del Customer Journey

In questo nuovo scenario, la AI Visibility non può essere considerata soltanto una metrica di presenza.

Diventa un possibile indicatore della capacità di un brand di entrare nelle prime fasi del percorso decisionale.

Possiamo rappresentare il processo così:

AI Visibility → Brand Discovery → Consideration → Demand → Conversion

Se un brand non viene mai considerato dall'AI per determinate categorie di query, potrebbe non entrare nemmeno nella fase iniziale della valutazione.

Al contrario, una presenza costante nelle risposte pertinenti può aumentare le probabilità che il brand venga:

  • conosciuto;
  • valutato;
  • confrontato;
  • cercato successivamente;
  • visitato;
  • contattato.

La correlazione non equivale automaticamente a causalità. La misurazione deve quindi combinare diversi segnali.

Il Customer Journey AI modifica il concetto di touchpoint

Nel customer journey tradizionale, un touchpoint facilmente misurabile può essere:

  • impression;
  • clic;
  • sessione;
  • pagina visitata;
  • conversione.

Nel Customer Journey AI possono esistere diversi touchpoint che non generano direttamente traffico.

Per esempio:

  • AI Mention: il brand viene menzionato.
  • AI Citation: Il brand viene associato a una fonte.
  • AI Recommendation: Il brand viene presentato come soluzione potenzialmente adatta.
  • AI Comparison: Il brand viene confrontato con altri operatori.
  • AI Discovery: L'utente viene esposto al brand per la prima volta attraverso una risposta AI.

Questi touchpoint possono influenzare il comportamento successivo senza essere necessariamente registrati da GA4.

Il nuovo customer journey richiede un nuovo modello di misurazione

Per misurare correttamente il Customer Journey AI non è sufficiente monitorare il traffico proveniente da ChatGPT, Perplexity o altri sistemi AI.

Quello rappresenta soltanto una parte osservabile del fenomeno.

Un framework più completo può essere costruito su cinque livelli.

1. AI Access

La prima domanda è:

I sistemi AI riescono ad accedere ai contenuti del brand?

Bisogna monitorare:

  • crawler AI;
  • accessibilità del sito;
  • robots.txt;
  • status code;
  • crawl frequency;
  • crawl depth;
  • crawl coverage;
  • contenuti accessibili;
  • rendering;
  • struttura HTML;
  • dati strutturati.

Questa fase corrisponde alla Retrievability.

Se il sistema AI non riesce a trovare o recuperare il contenuto, diventa molto più difficile che quel contenuto venga successivamente utilizzato o citato.

2. AI Visibility

Il secondo livello riguarda la presenza del brand nelle risposte AI.

Qui bisogna costruire una Prompt Library stabile e rappresentativa del customer journey.

I prompt dovrebbero coprire:

  • ricerche informative;
  • ricerche commerciali;
  • ricerche transazionali;
  • query comparative;
  • query locali;
  • query branded;
  • query problem-solution.

Per ogni prompt è possibile misurare:

  • Mention Rate;
  • Citation Rate;
  • Recommendation Rate;
  • AI Share of Voice;
  • posizione nella risposta;
  • competitor presenti;
  • accuratezza della rappresentazione.

L'obiettivo non è verificare occasionalmente se il brand compare.

L'obiettivo è individuare trend misurabili nel tempo.

3. AI Referral

Il terzo livello riguarda il traffico direttamente osservabile.

GA4 può identificare alcune visite provenienti da piattaforme AI quando il referral viene trasmesso.

È quindi possibile creare un raggruppamento dedicato, ad esempio:

AI TOOLS

con sorgenti come:

  • ChatGPT;
  • Perplexity;
  • Gemini;
  • Claude;
  • Copilot.

A questo livello bisogna monitorare:

  • sessioni;
  • utenti;
  • landing page;
  • engagement;
  • conversioni;
  • lead;
  • valore delle conversioni.

Ma è fondamentale comprendere il limite del dato.

AI Referral non equivale a AI Influence.

Una parte dell'influenza dell'AI non genera un referral misurabile.

4. AI Dark Funnel e domanda branded

Il quarto livello cerca di osservare ciò che avviene dopo un'esposizione all'AI ma senza un referral direttamente attribuibile.

Qui diventano importanti:

  • branded search;
  • impression branded;
  • clic branded;
  • traffico Direct;
  • conversioni branded;
  • ricerche del nome del brand;
  • incremento della domanda nel tempo.

Il ragionamento non deve essere:

AI Visibility alta = tutte le conversioni sono state generate dall'AI.

Sarebbe una conclusione metodologicamente scorretta.

È invece possibile osservare correlazioni.

Per esempio:

AI Visibility ↑

insieme a:

Branded Search ↑

Direct Traffic ↑

Lead ↑

Pipeline ↑

Quando più segnali si muovono nella stessa direzione, aumenta la solidità dell'evidenza che l'AI stia contribuendo al percorso decisionale.

5. Business Outcomes

L'ultimo livello porta il Customer Journey AI dal marketing al business.

Le metriche diventano:

  • lead;
  • opportunità;
  • pipeline;
  • clienti acquisiti;
  • valore medio;
  • revenue;
  • customer acquisition cost;
  • ROI.

È utile distinguere almeno due concetti.

  • AI-Sourced: L'AI è identificata come fonte della lead.
  • AI-Influenced: L'AI ha influenzato il customer journey, anche se la conversione è avvenuta attraverso un altro canale.

Questa distinzione è fondamentale perché una conversione può essere attribuita tecnicamente a Google Organic, ma essere stata preceduta da una fase di discovery effettuata attraverso ChatGPT o una risposta AI di Google.

Il RUC Model nel Customer Journey AI

Il nuovo customer journey si integra con un modello GEO basato su:

Retrievability → Utilization → Citation

  • La Retrievability misura la capacità del contenuto di essere trovato e recuperato.
  • La Utilization riguarda il suo effettivo utilizzo da parte dei sistemi AI.
  • La Citation misura la presenza del contenuto o del brand come fonte nella risposta.

Ma il percorso non termina con la citazione.

Dopo la citation possono arrivare:

Consideration → Demand → Conversion → Revenue

Il Customer Journey AI permette quindi di collegare la parte tecnica della GEO alla parte commerciale.

SEO e GEO osservano punti diversi dello stesso customer journey

Questo non significa che SEO e GEO siano discipline alternative.

SEO e GEO lavorano su parti sempre più interconnesse dello stesso ecosistema.

La SEO continua a essere fondamentale per:

Crawlability → Indexability → Ranking → Click → Traffic

La GEO aggiunge:

Retrievability → Utilization → Citation → AI Visibility → Consideration

Il risultato è un percorso più ampio:

Search Visibility + AI Visibility + Business Visibility

La vera evoluzione non consiste quindi nel sostituire la SEO con la GEO.

Consiste nell'ampliare il campo di osservazione.

Il customer journey non è più soltanto Search-to-Site

Il modello tradizionale tendeva a considerare il sito come il punto centrale del percorso.

Nel Customer Journey AI il sito diventa una delle tante superfici attraverso cui l'utente verifica, approfondisce e finalizza una decisione.

Prima della visita possono esserci:

  • Google AI Overviews;
  • Google AI Mode;
  • ChatGPT;
  • Gemini;
  • Perplexity;
  • community;
  • social;
  • video;
  • recensioni;
  • forum;
  • motori di ricerca tradizionali.

Il customer journey diventa quindi distribuito.

Questo rende più difficile l'attribuzione, ma rende ancora più importante la capacità di costruire un sistema di misurazione basato su più segnali.

Dal traffico alla capacità di influenzare

Il passaggio concettuale più importante può essere sintetizzato in due domande.

La SEO tradizionale tende a chiedere:

Quanti utenti abbiamo portato sul sito?

Il Customer Journey AI introduce una domanda più ampia:

In quanti percorsi decisionali il brand è entrato prima che l'utente arrivasse sul sito?

La seconda domanda non sostituisce la prima.

La completa.

Ed è proprio questa la ragione per cui l'AI Search sta modificando il customer journey.

Come cambia la strategia digitale delle aziende

Se una parte del customer journey avviene prima della visita al sito, anche la strategia deve cambiare.

Non basta più ottimizzare le pagine pensando esclusivamente al ranking.

Diventa necessario costruire contenuti che siano:

  • accessibili ai crawler;
  • facilmente recuperabili;
  • semanticamente chiari;
  • strutturati;
  • autorevoli;
  • aggiornati;
  • coerenti tra loro;
  • associabili correttamente alle entità;
  • utili a rispondere ai diversi intenti di ricerca.

Il contenuto deve quindi essere progettato non soltanto per ottenere un clic, ma anche per entrare nei processi di recupero e generazione delle risposte AI.

Il nuovo modello del Customer Journey AI

Possiamo rappresentare l'intero percorso attraverso questa sequenza:

Retrievability

L'AI può trovare il contenuto

Utilization

L'AI utilizza le informazioni

Citation

Il brand o la fonte viene citato

Discovery

L'utente conosce il brand

Consideration

Il brand entra nel set delle alternative

Demand

L'utente effettua ulteriori ricerche

Website

L'utente verifica e approfondisce

Conversion

Il prospect diventa cliente

Revenue

Questo è il passaggio dal semplice concetto di AI Visibility a quello più ampio di AI Business Visibility.

Conclusione

Conclusione

L’AI Search sta trasformando il customer journey da un modello prevalentemente Search-to-Site a un percorso sempre più AI-mediated.

Con Google AI Overviews e AI Mode, ma anche con ChatGPT, Gemini e Perplexity, la scoperta, la valutazione e il confronto possono avvenire direttamente attraverso l’AI, prima ancora della visita al sito. La verifica e la conversione possono poi avvenire su Google, sul sito o attraverso altri canali, mentre una parte di questi touchpoint può rimanere invisibile agli strumenti tradizionali di analytics.

Per questo il Customer Journey AI richiede un nuovo approccio alla misurazione della visibilità digitale: non basta più sapere quanto traffico genera un contenuto, ma occorre capire quanto il brand riesce a entrare nel processo decisionale dell’utente lungo tutto il percorso.

Il nuovo journey può essere sintetizzato così:

Retrievability → Utilization → Citation → Discovery → Consideration → Demand → Conversion → Revenue

È qui che SEO, GEO, AI Visibility e analytics convergono in un unico ecosistema.

La vera sfida della GEO, quindi, non è semplicemente comparire nelle risposte dell’AI, ma entrare nel customer journey prima che il cliente abbia deciso dove cliccare.

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