
Non è sempre obbligatorio dichiarare l’uso dell’intelligenza artificiale nei contenuti. L’AI Act europeo richiede questa indicazione in casi specifici, tra cui i deepfake e alcuni testi destinati a informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Per questi testi, l’obbligo non si applica quando il contenuto è sottoposto a revisione umana o controllo editoriale e una persona o un’organizzazione si assume la responsabilità della pubblicazione.
Anche la posizione della dichiarazione dipende dal caso: se la inserisci volontariamente, puoi collocarla in fondo all’articolo; quando è obbligatoria, deve essere chiara e riconoscibile fin dalla prima esposizione al contenuto.
Non esiste invece un obbligo generale di pubblicare, sotto ogni articolo, il nome dello strumento, la data di utilizzo e il prompt: queste informazioni puoi aggiungerle per spiegare meglio come hai lavorato. Le fonti servono invece a sostenere le informazioni riportate: la necessità di citarle dipende dal contenuto dell’articolo, non dal semplice utilizzo dell’IA.
In questa guida vediamo, con parole semplici ed esempi pratici, quando dichiarare l’uso dell’IA, dove inserire la dichiarazione e come accompagnarla con le fonti utili al lettore.
Dichiarare l’uso dell’IA significa spiegare che hai utilizzato uno strumento come ChatGPT, Gemini, Copilot o Perplexity per creare o modificare un contenuto.
Questa comunicazione viene chiamata anche AI disclosure; per i tuoi lettori puoi utilizzare un nome più semplice:
Nota sull’uso dell’IA
Se vuoi spiegare anche quali documenti sostengono le informazioni pubblicate, puoi chiamarla:
Nota editoriale sull’uso dell’IA e sulle fonti
Aiutarti a distinguere:
Gli esempi proposti sono modelli editoriali: non sono formule ufficiali né certificazioni di conformità.
Per la trasparenza dei contenuti, la disposizione principale è l’articolo 50, applicabile dal 2 agosto 2026. Le regole distinguono chi fornisce i sistemi IA da chi li utilizza professionalmente.
Per chi pubblica contenuti, i casi principali da conoscere sono due:
| Contenuto | Che cosa prevede la norma |
|---|---|
| Testi generati o modificati dall’IA, pubblicati per informare su questioni di interesse pubblico | Dichiarazione dell’origine artificiale, salvo le eccezioni previste |
| Immagini, audio o video che costituiscono deepfake | Dichiarazione della generazione o manipolazione artificiale |
Per i testi, l’articolo 50 prevede un’eccezione quando esistono revisione umana o controllo editoriale e responsabilità editoriale della pubblicazione.
Per le opere manifestamente artistiche, creative, satiriche o di fantasia, la comunicazione relativa ai deepfake può essere adattata alla fruizione dell’opera.
Non basta correggere la grammatica o aggiungere una firma.
Occorre controllare il contenuto: verificare informazioni e fonti, correggere gli errori e decidere se il testo può essere pubblicato.
Le FAQ della Commissione europea chiariscono che i controlli soltanto formali non equivalgono a una revisione sostanziale.
Sono contenuti artificiali che possono apparire autentici riproducendo persone, oggetti, luoghi o eventi esistenti.
Un esempio è un video nel quale una persona reale sembra pronunciare parole che non ha mai detto.
Non tutte le immagini generate con l’IA sono automaticamente deepfake. Occorre considerare il contenuto e il contesto. Inoltre, l’eccezione prevista per i testi revisionati non si estende automaticamente ai deepfake.
La legge italiana 132/2025 non impone una frase unica da inserire sotto tutti i contenuti realizzati con l’IA.
Per le professioni intellettuali, l’articolo 13 prevede che l’IA venga utilizzata come supporto, mantenendo prevalente il lavoro del professionista. Richiede inoltre di comunicare al cliente informazioni sui sistemi utilizzati, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
Informare il cliente e informare i lettori del sito sono due cose diverse.
La legge interviene anche sul diritto d’autore: aggiungere una dichiarazione sull’IA non attribuisce automaticamente diritti sul contenuto. La tutela richiede i presupposti previsti dalla legge, tra cui il lavoro intellettuale umano.
I fornitori dei sistemi hanno anche obblighi di marcatura tecnica degli output, nei casi previsti.
Queste marcature, leggibili automaticamente, sono diverse dalla nota destinata alle persone e non sostituiscono automaticamente un avviso pubblico necessario.
Il Code of Practice europeo sulla trasparenza dei contenuti IA offre un quadro volontario per supportare il rispetto degli obblighi.
Non ogni utilizzo dell’IA richiede una dichiarazione pubblica.
La nota può essere una scelta volontaria, per esempio, quando:
Contratti, regolamenti editoriali, regole dei corsi o altre disposizioni possono però prevedere richieste ulteriori. L’assenza di un obbligo generale non significa quindi assenza di qualsiasi regola applicabile.
Quando non sei obbligato, puoi comunque spiegare come hai lavorato:
Nota sull’uso dell’IA: ChatGPT è stato utilizzato per organizzare la scaletta. Testo scritto, revisionato e approvato da [Nome autore].
Utilizzare l’IA e inserire una dichiarazione non comporta automaticamente di dover aggiungere una bibliografia.
La dichiarazione spiega come hai lavorato. Le fonti permettono di controllare le informazioni pubblicate.
| Che cosa contiene il testo? | Come comportarti |
|---|---|
| Esperienze personali e opinioni | Chiarisci che si tratta della tua esperienza; non inventare riferimenti esterni |
| Idee creative ed esempi inventati | Non presentarli come fatti realmente accaduti |
| Statistiche e risultati di studi | Cerca e consulta il documento che sostiene il dato |
| Spiegazioni di leggi o obblighi | Controlla i testi normativi e i chiarimenti ufficiali |
| Citazioni di persone | Verifica dove sono state pronunciate o pubblicate |
| Caratteristiche di prodotti | Controlla la documentazione del produttore |
Questa è una regola pratica di verifica editoriale. Eventuali obblighi di attribuzione dipendono anche dal materiale utilizzato, dalle licenze e dal contesto.
Non devi ricostruire tutti i materiali sui quali l’IA è stata addestrata. Devi individuare documenti attendibili che permettano di controllare le affermazioni importanti.
Puoi chiedere all’IA:
Esamina questo articolo e individua le affermazioni che richiedono una verifica, soprattutto dati, statistiche, citazioni e spiegazioni di norme. Per ciascuna, cerca una fonte ufficiale o primaria, indica il collegamento e spiega quale passaggio la sostiene. Segnala ciò che non riesci a verificare.
Poi apri i collegamenti e controlla i documenti. Un riferimento suggerito dall’IA può essere inesistente oppure non confermare quanto scritto.
Se non trovi riscontro, elimina o correggi l’affermazione. Non aggiungere una fonte soltanto perché tratta un argomento simile.
Puoi:
L’elenco finale non rappresenta necessariamente l’origine del testo prodotto dall’IA: identifica i documenti sui quali controllare le informazioni.
Racconti un’esperienza lavorativa personale e utilizzi ChatGPT per rendere il testo più scorrevole.
Nota sull’uso dell’IA: articolo basato sull’esperienza personale di Marco Rossi, con il supporto di ChatGPT per l’organizzazione e la revisione del testo. Versione finale controllata e approvata dall’autore.
Non occorre aggiungere una bibliografia per documentare un’esperienza personale. Se inserisci anche statistiche o spiegazioni normative, quelle informazioni vanno invece controllate.
Prepari un articolo sull’AI Act e consulti il regolamento e i chiarimenti ufficiali.
Nota editoriale sull’uso dell’IA e sulle fonti: articolo realizzato con il supporto di ChatGPT per la prima bozza. L’autore ha revisionato il testo e verificato i riferimenti normativi sulle fonti ufficiali elencate in fondo, approvando la versione finale.
Lo standard proposto comprende quattro elementi:
| Elemento | Che cosa spiegare |
|---|---|
| Persona o redazione | Chi ha realizzato o approvato il contenuto |
| Utilizzo dell’IA | Strumento e attività svolte |
| Controlli umani | Verifiche, correzioni e revisione effettive |
| Fonti o materiali | Documenti consultati e provenienza dei materiali, quando pertinenti |
Non tutti i campi servono in ogni situazione.
Non dichiarare verifiche che non hai svolto. La presenza di un elenco di fonti non dimostra, da sola, che siano state consultate.
Gli esempi seguenti comprendono anche note volontarie. Non significano che la dichiarazione sia obbligatoria in ogni situazione.
Un consulente chiede a ChatGPT come organizzare un articolo sulla gestione dei clienti. Poi scrive il testo sulla base della propria esperienza.
Nota sull’uso dell’IA: articolo scritto da Marco Rossi sulla base della propria esperienza professionale. ChatGPT è stato utilizzato esclusivamente per organizzare la scaletta. Testo revisionato e approvato dall’autore.
Hai scritto un articolo e utilizzi l’IA per semplificare alcune frasi, senza aggiungere informazioni.
Nota sull’uso dell’IA: testo scritto da Laura Bianchi con il supporto di ChatGPT per migliorarne chiarezza e leggibilità. La versione finale è stata controllata e approvata dall’autrice.
ChatGPT prepara una prima versione di un articolo sull’AI Act. Tu consulti i documenti ufficiali, correggi gli errori e approvi il testo.
Nota editoriale sull’uso dell’IA e sulle fonti: articolo realizzato da Elio Castellana con il supporto di ChatGPT per la prima bozza. L’autore ha verificato i riferimenti normativi sui documenti ufficiali collegati nel testo, revisionato il contenuto e approvato la pubblicazione, assumendone la responsabilità editoriale.
Un’azienda utilizza il proprio catalogo per preparare una presentazione dei servizi. Il responsabile controlla il risultato.
Nota editoriale sull’uso dell’IA e sulle fonti: contenuto preparato con il supporto di ChatGPT a partire dal catalogo aziendale 2026. Informazioni controllate e versione finale approvata dalla direzione commerciale. Documento di riferimento: “Catalogo servizi 2026”.
Se il catalogo è riservato, non pubblicarlo soltanto per completare la nota.
Nella bozza compare una percentuale sui consumatori, ma non trovi un documento che la confermi.
Elimina il dato oppure sostituiscilo con un’informazione verificata.
Dopo la correzione puoi scrivere:
Nota editoriale sull’uso dell’IA e sulle fonti: prima bozza preparata con ChatGPT. L’autore ha eliminato i dati privi di riscontro e verificato le informazioni mantenute sulle fonti indicate nell’articolo.
L’IA suggerisce studi e rapporti. Tu apri i documenti e controlli i passaggi che vuoi utilizzare.
Nota editoriale sull’uso dell’IA e sulle fonti: ChatGPT è stato utilizzato per individuare materiali e organizzare la bozza. L’autore ha consultato direttamente le fonti collegate nel testo e verificato le principali informazioni prima della pubblicazione.
Un e-commerce utilizza l’IA per trasformare una scheda tecnica in una descrizione più semplice.
Nota sul contenuto: descrizione elaborata con il supporto di ChatGPT a partire dalla scheda tecnica del produttore. Caratteristiche e versione finale controllate dal responsabile del catalogo.
Questa nota non è un obbligo generalizzato dell’AI Act. Considera separatamente le eventuali regole del canale commerciale.
Racconti una lezione svolta in azienda e chiedi all’IA di accorciare il testo per LinkedIn.
Nota sull’uso dell’IA: esperienza e considerazioni personali di Elio Castellana. ChatGPT utilizzato come supporto per la sintesi del testo.
Utilizzi l’IA per tradurre un articolo in inglese e una persona competente controlla la traduzione.
Nota sulla traduzione: versione inglese preparata con il supporto di uno strumento di traduzione IA e revisionata da Laura Bianchi. Testo originale di Marco Rossi: [collegamento].
Se non c’è stata una revisione:
Nota sulla traduzione: traduzione automatica mediante IA, non sottoposta a revisione linguistica umana.
Generi un’immagine fantastica per un articolo sulla creatività.
Nota sull’immagine: illustrazione generata con intelligenza artificiale mediante ChatGPT, a scopo decorativo.
Se non rappresenta dati o informazioni ricavate da documenti, non serve aggiungere una bibliografia.
Parti da una fotografia autorizzata di un prodotto e inserisci uno sfondo creato con l’IA.
Nota sull’immagine e sui materiali: fotografia del prodotto fornita dall’azienda; sfondo ricostruito con intelligenza artificiale. L’immagine finale non rappresenta uno scatto effettuato nell’ambiente mostrato.
Aggiungi eventuali crediti richiesti dalla licenza originale.
L’immagine mostra una cliente e un professionista in un salone, ma la scena è artificiale.
Nota sull’immagine: scena illustrativa generata con intelligenza artificiale. Non ritrae clienti, personale o locali reali dell’azienda.
Non presentare la scena come testimonianza di un servizio realmente svolto.
Un personaggio virtuale presenta una lezione scritta e controllata dal docente.
Nota sul video: presentazione realizzata mediante un avatar generato con intelligenza artificiale. Contenuti didattici preparati, verificati e approvati da Elio Castellana. Fonti di approfondimento indicate nei materiali del corso.
Se riproduci una persona reale, considera anche autorizzazioni e regole sull’utilizzo di volto e voce.
Pubblichi un testo su una questione di interesse pubblico e non ricorrono le eccezioni all’obbligo di dichiarazione.
Avviso sull’utilizzo dell’IA: questo testo è stato generato mediante ChatGPT e non è stato sottoposto a una revisione umana sostanziale.
L’avviso non corregge gli errori e non rende automaticamente lecita la pubblicazione.
Durante un corso, un partecipante utilizza l’IA per preparare un articolo, poi lo modifica e controlla.
Dichiarazione per l’elaborato: ho utilizzato ChatGPT per preparare la scaletta e una prima bozza. Ho riscritto l’introduzione, aggiunto un esempio personale e verificato i dati sulle fonti elencate. Prompt principali e data di utilizzo sono riportati nella scheda di lavoro allegata.
Questa documentazione può essere richiesta come standard del corso, distinguendola dagli obblighi generali di legge.
Sì, quando è una nota volontaria sul processo di lavoro. Puoi collocarla in chiusura, per esempio prima delle fonti.
Se invece la dichiarazione è obbligatoria, non affidarti soltanto a una nota finale: l’informazione deve essere percepibile fin dalla prima esposizione al contenuto.
| Situazione | Collocazione pratica |
|---|---|
| Nota volontaria sul processo editoriale | Anche in fondo, prima delle fonti |
| Avviso obbligatorio relativo al testo | Vicino all’inizio, percepibile prima della lettura |
| Avviso obbligatorio relativo a un’immagine | Accanto all’immagine, chiaramente visibile |
| Avviso obbligatorio relativo a video o audio | Con una comunicazione percepibile fin dall’inizio |
Puoi utilizzare un avviso breve all’inizio e una spiegazione più completa in fondo.
La regola dell’articolo 50, paragrafo 5, richiede informazioni chiare, distinguibili, accessibili e disponibili al più tardi alla prima esposizione.
Quando si applica l’articolo 13 sulle professioni intellettuali, una comunicazione da adattare all’incarico può essere:
Per la realizzazione dei contenuti utilizzerò ChatGPT come supporto per la scaletta, la prima bozza e la revisione linguistica. La valutazione dei risultati, la verifica delle informazioni e l’approvazione del lavoro finale resteranno a mio carico.
La comunicazione deve descrivere l’utilizzo effettivo dei sistemi.
L’assenza di un obbligo di nota pubblica non elimina necessariamente l’informazione dovuta al cliente.
L’articolo 50 non richiede di pubblicare sempre data, modello e prompt sotto ogni contenuto. Questi elementi possono però essere utili per documentare il lavoro o rispondere alle richieste di un cliente o di un corso.
| Campo | Che cosa annotare |
|---|---|
| Contenuto | Titolo, progetto e autore |
| Strumento | Nome dell’IA e modello, se conosciuto |
| Data | Quando hai lavorato al contenuto |
| Prompt principali | Le istruzioni più importanti |
| Contributo umano | Che cosa hai scritto, modificato e controllato |
| Fonti | Documenti realmente consultati, quando pertinenti |
| Approvazione | Chi ha approvato il risultato finale |
Questa scheda è una scelta organizzativa o didattica, non un modulo obbligatorio dell’AI Act.
Non conservare dati personali o informazioni riservate non necessari. Se la documentazione contiene dati personali, rispetta i principi di protezione dei dati, compresa la conservazione per il tempo necessario.
Nota sull’uso dell’IA: contenuto realizzato da [Nome autore] con il supporto di [strumento] per [attività svolta]. Testo revisionato e approvato dall’autore.
Nota editoriale sull’uso dell’IA e sulle fonti: contenuto realizzato da [Nome autore] con il supporto di [strumento] per [attività svolta]. L’autore ha revisionato il testo e verificato le principali informazioni sulle fonti indicate nell’articolo, assumendone la responsabilità editoriale.
Nota sull’immagine: immagine [generata/modificata] con intelligenza artificiale mediante [strumento]. [Descrizione delle modifiche o precisazione sulla natura illustrativa]. Eventuali crediti del materiale originale: [autore e provenienza].
Elimina i campi non pertinenti. Se l’immagine sembra documentare una scena reale ma è artificiale, chiariscilo.
Avviso sull’utilizzo dell’IA: questo testo è stato generato mediante [strumento] e non è stato sottoposto a una revisione umana sostanziale.
Questa formula rende esplicito il processo, ma non corregge eventuali errori né rende automaticamente lecita la pubblicazione.
Scegli la formula che descrive il tuo lavoro: indica come hai utilizzato l’IA, quali controlli hai svolto e, quando pertinenti, le fonti consultate. Non dichiarare verifiche che non hai effettuato.
Questi modelli sono un aiuto pratico, non formule ufficiali che garantiscono automaticamente la conformità. Se la dichiarazione è obbligatoria, rendila percepibile fin dalla prima esposizione al contenuto; se è volontaria, puoi inserirla anche in fondo all’articolo.
Articolo a cura di Elio Castellana, realizzato con il supporto di ChatGPT per l’organizzazione dei contenuti, la stesura del testo e la preparazione degli esempi. I riferimenti normativi e informativi sono collegati nei passaggi pertinenti e raccolti nella sezione “Fonti ufficiali di riferimento”.