
Secondo una recente ricerca pubblicata da SparkToro e riportata da Search Engine Land, nei primi mesi del 2026 quasi il 68% delle ricerche effettuate su Google si è concluso senza alcun clic verso siti web esterni.
Nello stesso periodo, la percentuale di ricerche che generano almeno un clic è diminuita del 23% rispetto a due anni fa.
Il motivo principale è semplice: Google riesce sempre più spesso a rispondere direttamente alle domande degli utenti attraverso strumenti come AI Overview, risultati arricchiti e nuove funzionalità basate sull'intelligenza artificiale.
Per aziende, professionisti e creator questo cambiamento rappresenta una sfida importante.
Per anni, infatti, l'obiettivo principale della SEO è stato ottenere visite dai motori di ricerca; oggi, tuttavia, non basta più essere presenti su Google ma occorre essere trovati, compresi e utilizzati anche dai sistemi di intelligenza artificiale.
Una ricerca zero click si verifica quando un utente trova la risposta direttamente nella pagina dei risultati senza visitare alcun sito web.
Esempi comuni:
In questi casi Google mostra la risposta direttamente all'interno della SERP e l'utente non ha bisogno di cliccare un risultato.
Secondo lo studio, nel 2026 circa 7 ricerche su 10 terminano proprio in questo modo.
Negli ultimi anni Google ha trasformato la propria pagina dei risultati.
Se in passato il motore di ricerca si limitava a mostrare collegamenti verso siti web, oggi cerca sempre più spesso di fornire una risposta immediata.
Tra le principali cause troviamo:
L'obiettivo di Google è soddisfare la richiesta dell'utente nel minor tempo possibile.
Dal punto di vista dell'utente può essere un vantaggio, ma dal punto di vista dei siti web significa però meno traffico organico.
Uno dei dati più interessanti emersi dalla ricerca riguarda AI Overview.
Secondo SparkToro, queste risposte generate dall'intelligenza artificiale compaiono in oltre il 20% delle ricerche Google.
Quando sono presenti, il tasso di clic verso i siti web si riduce di circa il 60%.
Questo non significa che i contenuti non vengano utilizzati.
Al contrario.
Spesso vengono recuperati, elaborati e sintetizzati dall'intelligenza artificiale.
La differenza è che l'utente può ottenere la risposta senza visitare direttamente la fonte.
La SEO continua a essere fondamentale.
Tuttavia il semplice posizionamento potrebbe non garantire più gli stessi volumi di traffico del passato.
Oggi un contenuto può:
senza necessariamente generare un clic.
Per questo motivo molte aziende stanno iniziando a misurare non solo il traffico organico, ma anche la propria presenza all'interno delle risposte generate dall'intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni è emerso un nuovo concetto: AI Visibility.
L'AI Visibility misura la capacità di un brand, di un professionista o di un contenuto di essere recuperato e utilizzato da sistemi come:
In questo scenario diventano sempre più importanti elementi come:
L'obiettivo non è più soltanto ottenere un clic.
L'obiettivo è diventare una fonte affidabile per i motori di ricerca e per i sistemi di intelligenza artificiale.
No.
Le ricerche di brand, le attività locali e le query con forte intento di acquisto continuano a generare traffico e conversioni.
La SEO rimane una disciplina essenziale.
Ciò che sta cambiando è il modo in cui gli utenti consumano le informazioni.
Sempre più persone leggono la risposta direttamente su Google oppure all'interno di strumenti AI senza visitare decine di siti diversi.
Per questo motivo la SEO tradizionale deve essere integrata con nuove strategie orientate alla visibilità AI.
Il dato più significativo della ricerca è chiaro:
Google sta inviando meno traffico ai siti web rispetto al passato.
Con circa il 68% delle ricerche che nel 2026 terminano senza clic, il traffico organico non può più essere l'unico indicatore di successo.
Le aziende che continueranno a concentrarsi esclusivamente sul posizionamento rischiano di perdere opportunità di visibilità.
Quelle che sapranno affiancare SEO, GEO e AI Visibility avranno maggiori possibilità di essere trovate, comprese e citate nei nuovi ecosistemi di ricerca basati sull'intelligenza artificiale.
AI Disclosure (EU AI Act): contenuto realizzato da Elio Castellana con il supporto di ChatGPT (GPT-5) di OpenAI. Il contenuto è stato verificato, revisionato e approvato dall’autore.
Fonte: OpenAI. “ChatGPT.” ChatGPT, OpenAI, https://chat.openai.com.
AI Disclosure (EU AI Act): immagine generata tramite Intelligenza Artificiale (ChatGPT – GPT-5 Image Generation di OpenAI) sotto la supervisione umana di Elio Castellana.
Fonte: OpenAI. “ChatGPT (Image Generation).” ChatGPT, OpenAI, https://chat.openai.com.